Carola Rackete, ex capitana della Sea Watch 3 (Ansa)
È arrivata in queste ore la sentenza con la quale il Tribunale di Bari ha condannato lo stato italiano al pagamento di un risarcimento a favore della Sea Watch 3, la famosa imbarcazione un tempo governata dall’attivista Carola Rackete che finì al centro di un vero e proprio caso mediatico e politico nel 2019, quando decise di forzare il blocco navale italiano pur di portare in salvo una 40ina di migranti salvati qualche ora prima in mare: un caso – quello di Sea Watch 3 – nuovamente finito al centro del dibattito politico.
Partendo dalla sentenza, secondo quanto emerse in queste ore, lo stato italiano dovrà pagare 76mila euro di risarcimento a favore della Sea Watch 3: il caso legale era proprio legato a quella forzatura del blocco navale nel 2019, con una cifra calcolata in base ai costi che l’imbarcazione stessa ha dovuto sostenere per le spese portuali; sommate anche alle spese legali necessarie per portare a termine il processo.
Ovvia e immediata la reazione della premier Meloni che sui suoi canali social ha duramente attaccato il tribunale di Palermo per la sentenza sulla Sea Watch 3, definendola “assurda” e relegandola a un presunto tentativo della magistratura di impedire la lotta contro l’immigrazione irregolare; mentre la ONG – dal conto suo – ha esultato, lodando la sua stessa azione di “disobbedienza civile”.
