Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino il 15 dicembre 2025 (Ansa)
Con una serie di mosse apparentemente incomprensibili (soprattutto a fronte di accordi che sembrano essere già presi), il riarmo europeo è diventato un’occasione per Meloni e Merz di costruire una “nuova NATO” fortemente europeista, mettendo da parte il presidente francese Marcon che – fin dai primissimi progetti per il riarmo – sembrava interessato soprattutto a garantire nuove vie commerciali per riempire le tasche del bilancio di Parigi.
Nicola Berti, infatti, sulle pagine de ilSussidiario.net evidenzia come l’accantonamento del progetto francese e tedesco dell’euro-caccia non sia un caso, soprattutto se letto nell’ottica del simile progetto “GCAP” che vede coinvolti la britannica BAE Systems e l’italiana Leonardo (con Alenia): proprio GCAP dovrebbe essere la punta di diamante del futuro riarmo europeo ed è in quest’ottica che vanno lette le recenti apertura diplomatiche tra Italia e Germania.
L’idea di Meloni è quella di coinvincere Marz – a sua volta impegnato in un vasto programma di riarmo della Germania – a entrare a pieno titolo nel progetto GCAP, gettando al contempo anche le basi per ricucire lo strappo geopolitico con il Regno Unito che si è creato dopo la rottura della Brexit: una “nuova NATO” europeista, ma anche una “nuova UE” atlantica; nella quale Macron – e i suoi piani economici – non sembrano trovare (per ora) spazio.
