Ponte Morandi (ansa)
A otto anni di distanza da una tragedia che resterà – forse – per sempre nella memoria degli italiani, il “nuovo” Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, ha rotto il lungo silenzio dell’azienda sulla strage del Ponte Morandi, porgendo le sue scuse ai familiari delle vittime che ancora oggi attendono una qualche forma di giustizia: proprio quest’ultima, peraltro, è attesa per la giornata di oggi, con la Corte che dovrebbe pronunciare in queste ore la sentenza di primo grado.
Un silenzio rotto da Giana con una lunga lettera di scuse che ha affidato alle pagine del Corriere della Sera, partendo dalla precisazione che l’azienda nutre lo stesso “desiderio di verità [dei] familiari delle vittime”: l’AD, infatti, ricorda che in quei tragici momenti del crollo del Ponte Morandi si trovava davanti al televisore a guardare “attonito” quelle immagini, chiedendo – ora come allora – “come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa”.
Secondo Giana, infatti, anche se quella del Ponte Morandi resta – e forse resterà per sempre – una “ferita indelebile” nel cuore di migliaia di persone, “porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale”: oggi – ha concluso l’AD – l’azienda è profondamente diversa, maggiormente impegnata proprio affinché si evitino in futuro “fatti del genere”.
