Yara Gambirasio, Massimo Bossetti (Foto: Porta a Porta)
La Corte d’assise del Tribunale di Bergamo si è riservata sulla richiesta della difesa di Massimo Bossetti di condurre nuovi accertamenti sui reperti del delitto di Yara Gambirasio: collegato dal carcere di Bollate, l’uomo – condannato all’ergastolo in via definitiva – chiede, attraverso i propri legali e il genetista Marzio Capra, di analizzare il materiale biologico rimasto con le tecnologie odierne.
Al centro dell’istanza c’è soprattutto la traccia 31G20 prelevata dagli slip di Yara Gambirasio, da cui venne estratto il DNA del famoso “Ignoto 1”: la consulenza di parte, infatti, sostiene la presenza di una discordanza cronologica tra la documentazione fotografica e le analisi, ipotizzando una possibile errata attribuzione del profilo genetico.
Non solo, perché i difensori del condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio puntano anche a riesaminare il giubbotto e la felpa della 13enne per verificare l’eventuale presenza di liquido seminale; mentre i genitori e i difensori della giovanissima vittima si sono duramente opposti alla riapertura delle indagini, pur chiedendo – a loro volta – l’accesso ai reperti qualora i giudici dovessero concedere le nuove perizie.
