Donald Trump e JD Vance (Foto: ANSA-EPA 2025)
In un’intervista a ilSussidiario.net Gian Claudio Torlizzi, esperto di commodities ed energia, ha analizzato le reali mire di Donald Trump che si celano dietro alla decisione di deporre – e catturare – Maduro in Venezuela e all’obbiettivo ora puntato sull’Iran e sulla Groenlandia: secondo Torlizzi, infatti, il tema del petrolio è solamente secondario, se non addirittura terziario, in una guerra strategica che guarda soprattutto alla Cina e al suo (ormai ex) dominio in America Latina.
Secondo Torlizzi, insomma, quella di Trump in Venezuela sarebbe una nuova prospettiva della “Dottrina Monroe”, applicata qui in chiave anticinese per estendere il controllo statunitense sul continente panamericano e trovate una nuova leva strategica sul tema delle terre rare: in quest’ottica, anche il cambio di regime in Iran mirerebbe a ridurre in modo netto le forniture di petrolio che attualmente finiscono in Cina, senza timori di violare il diritto internazionale in quella che Torlizzi ritiene essere una nuova fase di “cesarismo del sistema politico statunitense“.
Parte della riflessione, poi, è stata dedicata anche all’Unione Europea che Torlizzi ritiene essere completamente ignara della posta che c’è in gioco tra Venezuela, Iran e Groenlandia, incentrata soprattutto sul tema commerciale a discapito di quello relativo alle rotte e alle risorse energetiche e minerarie: un’Europa, insomma, debole e che fatica a imporsi a differenza di realtà come la Turchia, l’Arabia Saudita e Israele.
