BYD, primo produttore di auto cinesi al mondo (Foto: ANSA-EPA/RUNGROJ YONGRIT)
È di queste ore la pubblicazione di un documento tecnico che potrebbe funzionare come base di accordo tra Pechino e Bruxelles per risolvere l’ormai lunghissima disputa sulle auto cinesi, importate nel Vecchio continente e vendute a pezzi irrisori grazie a una serie di strategie ritenute dalla Commissione UE scorrette; nonché – ovviamente – lesive del libero commercio e dannose per l’intero mercato automotive europeo, a discapito soprattutto dei nostrani produttori.
Proprio per mettere fine alle strategie scorrette sulla vendita di auto cinesi in Europa, la Commissione aveva introdotto una serie di dazi anti-sovvenzioni che oscillavano tra il 7 e il 35,3% a seconda del marchio cinese colpito, avviando contestualmente un lunghissimo tavolo di confronto con le autorità del Dragone: tavolo che sarebbe giunto – appunto, in queste ore – a una prima (possibile) conclusione, con l’ipotesi di imporre dei prezzi minimi sotto i quali le auto cinesi non potranno essere vendute nel Vecchio continente.
Da Pechino già nei giorni scorsi si era cantato alla vittoria per quella che era stata definita una “svolta” nelle trattative sulle auto cinesi; ma a gettare acqua sul fuoco ci ha pensato il portavoce della Commissione UE Olof Gill che ha spiegato che il documento non rappresenta in alcun modo un accordo, ma sarebbe solamente “orientativo” per i futuri dialoghi che dovranno portare a un contesto in cui tutte le aziende opereranno in condizioni di completa “parità ”.
