Il ministro dell'Energia degli Emirati Arabi Uniti Suhail Mohamed Al Mazrouei, il ministro per gli Affari energetici del Qatar Saad Sherida al-Kaabi e il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie dell'Egitto Karim Badawi all'ADIPEC 2025 (Foto Ansa EPA/ALI HAIDER)
Nel Mar Rosso, e in particolare tra Somaliland e Yemen, si stanno ridefinendo i nuovi equilibri geopolitici che coinvolgono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Israele: al centro c’è l’importanza strategica dello stretto di Bab el-Mandeb, snodo per le vie di navigazione verso il Canale di Suez.
Il Somaliland – territorio separatista non riconosciuto internazionalmente – secondo Dario Chiesa torna al centro dell’attenzione, perché sarebbe un appiglio politico e logistico utile a rafforzare proiezioni e alleanze regionali. Israele viene descritto come attore interessato a consolidare la propria influenza lungo il Mar Rosso, invece Emirati e Arabia Saudita competono per mantenere un ruolo dominante, anche alla luce delle divergenze emerse negli ultimi anni.
Dunque, nonostante instabilità e problemi interni, lo Yemen è ancora una pedina importante e ha un peso nelle scelte strategiche dei Paesi coinvolti.
