Santa Messa in una chiesa cristiana a Khartoum in Sudan (ANSA-EPA)
Sono stati pubblicati proprio in queste ore gli ultimissimi dati raccolti ed elaborati dall’associazione Open Doors sul numero di cristiani perseguitati nel mondo da una repressione che – nota la stessa associazione – spesso avviene per mano islamica costringendo i fedeli della religione più diffusa al mondo a professare la loro fede in segreto, lontani da occhi indiscreti: non a caso, secondo Open Doors, sono addirittura più di 388 milioni i cristiani perseguitati lo scorso anno, con un nuovo aumento di circa 8 milioni di unità nell’arco di soli 12 mesi.
Dei 100 stati monitorati di Open Doors, il maggior numero di cristiani perseguitati si registra – per l’ennesimo anno consecutivo – nella comunista Corea del Nord guidata da Kim Jong-un, seguita – anche qui, con una serie di conferme rispetto agli altri anni – da realtà come la Somalia, lo Yemen, il Sudan e l’Eritrea; mentre a sorprendere (ovviamente in negativo) è il vero e proprio boom di cristiani perseguitati nella Siria che – proprio nell’ultimo anno – si è liberata dalla decennale dittatura di Assad, schizzata dal 18esimo al sesto posto della classifica.
Comunque sia, a livello territoriale risulta essere l’Asia la regione con il maggior numero di cristiani perseguitati con il 40% che denunciano violenze di ogni tipo e segue – com’è facile immaginare – l’Africa con il 20% di cristiani che lamentano di essere stati vittime di persecuzioni; mentre un fatto nuovo è l’aumento di episodi di violenza differenti dagli omicidi veri e propri, tra stupri, abusi sessuali e matrimoni forzati usati come scusa per la conversione.
