Schede elettorali (Foto: Ansa)
Con l’avvicinarsi del momento delle Elezioni politiche – che si terranno, da programma, nel corso del 2027 – iniziano a farsi strada anche i ragionamenti sulla possibile modifica della legge elettorale, attualmente ferma al Rosatellum bis varato nel 2017 e che premia – a conti fatti – le coalizioni a discapito dei singoli partiti: proprio tra le file di FdI sono in studio le possibili variazioni alla legge elettorale e di queste ha parlato Stefano Trancossi – esperto di analisi dei dati nel MHEO – sulle pagine de ilSussidiario.net.
La ragione dietro alla possibile modifica della legge elettorale – spiega Trancossi – è piuttosto semplice e chiara: il noto exploit del centrodestra nel 2022, infatti, fu reso (quasi) esclusivamente possibile dal fatto che il centrosinistra di presentò profondamente diviso, lasciando quel vantaggio di coalizione garantito dal Rosatellum nelle mani di Giorgia Meloni; mentre è chiaro che nel 2027 il “campo largo” non compirà lo stesso errore, pur rischiando di arrivare al governo con profonde divisioni ideologiche tra i partiti che lo compongono.
Proprio per questa ragioni, Meloni intende archiviare il Rosatellum, proponendo per la prossima legge elettorale un sistema molto più simile a quello che regola le Regionali: il punto principale sarebbe quello di garantire al vincitore delle elezioni un premio di maggioranza che gli conceda una percentuale di seggi tali da garantire la governabilità ; accompagnato dall’indicazione del nome del premier nella scheda – che replicherebbe grosso modo l’elezione diretta del presidente – e dalla garanzia del “simul stabunt, simul cadent” secondo cui il Consiglio non può sfiduciare il Presidente senza accettare anche il suo scioglimento.
