La guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei (Ansa)
La crisi in Iran è tutt’altro che risolta, anche se la situazione appare al momento meno esplosiva: secondo il professor Rony Hamaui, che insegna scienze bancarie alla Cattolica di Milano ed è esperto di economia e finanza islamica, i manifestanti si sono calmati rispetto alle settimane precedenti e Donald Trump ha rinunciato a un attacco militare diretto, ma ciò non significa che la pressione internazionale sia finita.
Nell’intervista a IlSussidiario.net ha spiegato che il regime iraniano degli ayatollah avrebbe ancora una possibile “chance” di sopravvivere politicamente, ma solo se accetterà di negoziare con gli Stati Uniti e forse con il coinvolgimento di mediatori come la Russia. Secondo la sua analisi, un possibile scenario per evitare un conflitto armato sarebbe un accordo simile a quello adottato con il Venezuela di Maduro, ovvero la concessione dell’esilio al leader supremo Ali Khamenei o a figure chiave del regime, sostituite da altri dirigenti più disponibili al dialogo con Washington.
In questo modo gli Usa potrebbero ottenere importanti concessioni diplomatiche senza impegnarsi in una guerra lunga e complicata. Inoltre, ha sottolineato che la situazione militare nella regione è delicata, con gli Usa che hanno trasferito portaerei in Medio Oriente per avere una posizione di forza, ma al tempo stesso non vogliono impantanarsi in un conflitto; pertanto, la soluzione diplomatica è vista come un modo per salvare il regime iraniano pur spingendolo verso una maggiore apertura negoziale.
