Giuliano Noci, docente del Politecnico di Milano, intervistato da Eleonora Rossi (Foto: SUSSIDIARIO TV)
La sfida strategica tra Usa e Cina sulle terre rare, decisive per tecnologie, difesa, transizione energetica e filiere produttive avanzate, finisce sotto la lente d’ingrandimento di Giuliano Noci, prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, secondo cui l’Occidente si trova in una posizione di forte subordinazione da Pechino sul tema delle materie prime. Senza una strategia alternativa credibile, l’amministrazione Trump e anche l’Unione Europea rischiano di restare esposte al potere che il presidente Xi Jinping potrà vantare per almeno altri cinque anni.
La Cina, infatti, è il Paese che ha costruito negli anni un vantaggio strutturale non solo nell’estrazione, ma soprattutto nella lavorazione e raffinazione di queste materie prime, rendendo difficile sostituirne rapidamente l’approvvigionamento. Per Noci suesta subordinazione è un vero e proprio problema geopolitico che condiziona non solo le scelte industriali, ma anche sicurezza nazionale e capacità di autonomia strategica, per cui senza investimenti, accordi e politiche industriali tempestive, la sfida rischia di trasformarsi in un ostacolo per le mosse di Usa ed Europa nel confronto con la Cina.
