Lavoro (Foto da Pixabay)
Il 2026 non sarà – ancora – l’anno della ripresa per l’economia globale, con l’ultimo “Economic outlook” pubblicato in queste ore dal FMI (ovvero il Fondo Monetario Internazionale) che sembra parlare di un anno ancora complesso, con poche spinte economiche positive e una generale e diffusa incertezza di fondo che – certamente – bene non fa ai mercati.
Secondo le stime del FMI, infatti, l’economia globale quest’anno crescerà del 3,3 per cento, restando stabile rispetto al 2025 (+3,3%) e anche rispetto al 2027 (+3,2%); mentre nel Vecchio continente la crescita viene stimata – sempre per l’anno che stiamo attraversando – all’1,3% e per il 2027 a 0,1 punto percentuale in più: in Europa è la Spagna a ottenere il dato migliore (ovvero una crescita del 2,9% stimata nel 2026); mentre l’Italia resta leggermente indietro con un aumento dello 0,7% stimato dal Fondo.
Al di là dei numeri, però, interessante è notare soprattutto che la principale spinta positiva per l’economia globale – secondo gli economisti del FMI – è data quasi esclusivamente dai crescenti investimenti nell’intelligenza artificiale: proprio questa, però, viene anche descritta come potenziale forza destabilizzatrice dei mercati; unitamente anche alla possibile crisi nell’economia globale che si genererà attorno ai dazi USA.
