Emmanuel Macron (ANSA)
L’Unione Europea sta pagando una serie di scelte strategiche sbagliate che l’hanno portata a una doppia sconfitta geopolitica: prima nel confronto con Vladimir Putin e ora in quello con Donald Trump. Al centro dell’analisi di Nicola Berti sulle colonne de IlSussidiario.net c’è anche il presidente francese Emmanuel Macron.
La linea delle sanzioni contro la Russia, adottata in più fasi da oltre dieci anni e rafforzata dopo l’invasione dell’Ucraina, avrebbe prodotto costi elevati per l’Europa, soprattutto sul piano energetico e dell’inflazione, senza però ottenere i risultati politici sperati. Oggi, mentre gli Usa sembrano orientati a raffreddare lo scontro e a riposizionarsi, l’Ue appare più debole e con meno influenza nei possibili negoziati.
Nel mirino anche la postura di Macron, presentato come protagonista di una strategia che espone l’Ue a ulteriori rischi: lo scontro con Washington su dazi e dossier sensibili (come Groenlandia e rapporti transatlantici) potrebbe trasformarsi in un boomerang per l’economia europea. La conclusione è che l’Europa, divisa e priva di autonomia reale, rischia di subire sia l’esito del conflitto con Mosca sia la pressione americana in una fase decisiva.
