Bill Clinton (Foto: Twitter/X)
È stato un vero e proprio momento storico quello che si è registrato nella giornata di ieri tra i banchi del Congresso statunitense con i Democratici – o, almeno, una parte di loro – che si sono accodati agli avversari Repubblicani nel condannare l’ex presidente Bill Clinton per la sua condotta oltraggiosa nel caso Epstein: un voto, appunto, storico nel quale è comparsa anche la moglie di Bill Clinton – in passato Segretaria di Stato -; segnando una sorta di frattura interna tra la linea che il partito avrebbero voluto seguire e quello che hanno fatto i suoi politici.
Facendo un passo indietro, infatti, è utile ricordare che Bill Clinton è apparso tra i nomi di coloro che sono stati chiamati a deporre davanti all’FBI nella lunghissime indagini sull’ex magnate Jeffrey Epstein, in quanto soggetti che notoriamente avrebbero intrattenuto rapporti – non necessariamente amicali – con il finanziere: tuttavia, l’ex presidente (e anche la moglie Hillary) ha deciso di non deporre e proprio per questa ragione il Congresso l’ha accusato di oltraggio.
Durante la votazione, poi, si è verificato il fatto storico dal quale siamo partiti perché se è ovvio che i Repubblicani abbiamo votato a favore dell’incriminazione di Bill Clinton, sorprende che nove Democratici abbiano fatto lo stesso, nonostante – ha rivelato il deputato Dem Stephen Lynch – “la leadership volesse difenderlo”: proprio Lynch, infatti, ha ricordato che Bill Clinton volava frequentemente sull’aereo di Epstein e “conosceva molto bene Maxwell” e potrebbe fornire informazioni fondamentali per le indagini.
