La visita del Presidente siriano Al Sharaa da Trump alla Casa Bianca (foto Presidenza Siria, X 2025)
In un’intervista a ilSussidiario.net, il giornalista libanese Cemille Eid ha analizzato gli ultimissimi sviluppi del caos politico e sociale che da tempo imperversa in Siria e che il presidente Al Sharaa sembra aver – almeno, per ora – parzialmente risolto raggiungendo un accordo che permette di seppellire le storiche ostilità con l’etnia curda: un accordo ben accolto dagli Stati Uniti che – sorprendentemente – hanno deciso di voltare le spalle a Israele per sostenere la posizione della Turchia in Siria.
Partendo dall’accordo in sé, infatti, è utile ricordare che dopo diversi mesi di tensioni tra il governo della Siria – subentrato al potere senza elezioni, dopo aver deposto Assad – e i curdi in questi giorni Al Sharaa ha deciso di integrare ufficialmente l’etnia all’interno dell’esercito regolare, aprendo anche a un percorso di integrazione che ne riconosce i diritti: una posizione lungamente criticata da Israele che avrebbe preferito vedere il paese diviso in una federazione basata sulle tante etnie che lo abitano; ma – al contempo – caldamente sostenuto dalla Turchia.
In Siria – ha spiegato Eid -, insomma, “gli americani dovevano scegliere fra Turchia e Israele e hanno optato per Erdogan“, segnando una storica rottura con la postura da sempre filo-israeliana degli USA: “Una situazione – continua il giornalista – molto strana” perché nel frattempo Trump ha anche voltato le spalle ai curdi che da sempre funzionavano come forza di lotta contro l’ISIS, relegando questa funzione ad Al Sharaa, ex jihadista.
