Francia, Lecornu (Foto: Tg5)
Nonostante il governo Lecornu si sia salvato dalla ghigliottina della sfiducia da parte del parlamento, l’esecutivo francese è ancora una volta nel caos, a conferma di una crisi che va ormai avanti da anni. Il grosso nodo resta la manovra di bilancio, che nonostante siano già passati 23 giorni dall’inizio del nuovo anno, continua a latitare – o meglio – ad essere condivisa, con i vari governi che si sono susseguiti negli ultimi mesi, incapaci a trovare la quadra e a mettere d’accordo tutte le forze politiche del Paese.
Alla luce del terremoto politico degli ultimi giorni, in parlamento sono state presentate due diverse mozioni, una da parte della sinistra l’altra della destra di Marine Le Pen, una manovra a tenaglia che però non è bastata a far crollare il governo visto che la duplice mozione si è fermata a soli 17 voti dall’obiettivo, leggasi 269 contro i 288 necessari. Il premier Lecornu si è così giocato la carta dell’articolo 49.3, ovvero, far passare il bilancio di fatto senza l’approvazione dei parlamentari, senza avere la fiducia, e lo stesso ha spiegato che si tratta di un “compromesso”, ma che il dibattito “non porta più ad alcuna conclusione”, di conseguenza qualcuno si è dovuto “assumere le responsabilità”. Insomma, il solito governo bleu nel caos, che va avanti a stenti e senza una vera maggioranza ne tanto meno una coalizione e ancor meno un obiettivo: chissà quanto durerà.
