Vladimir Putin, Presidente Russia al Cremlino (ANSA-EPA 2026)
È un appello firmato dall’ambasciatore italiano a Mosca Stefano Beltrame ma che – di fatto – raccoglie anche il consenso dei colleghi ambasciatori di Parigi e Berna con il fine ultimo di chiedere un generale ripensamento delle sanzioni contro la Russia che – a loro avviso – si sarebbero mostrate del tutto inefficienti e sarebbero ormai concettualmente superate dall’evolversi degli eventi: un appello, però, soprattutto fine a evitare che in occasione del prossimo Consiglio UE vengano inclusi nel 20esimo pacchetto di sanzioni anche delle limitazioni per i visti turistici.
Secondo gli ambasciatori – riferisce Beltrame nella sua missiva, già inviata ai diplomatici italiani – attualmente le sanzioni contro la Russia starebbero mostrando l’evidente limite di non riuscire veramente a fermare la guerra in Ucraina; così come in un contesto storico in cui gli USA stanno riaprendo i canali comunicativi con la Russia, si rischia di escludere completamente l’Europa dai futuri tavoli geopolitici per semplici – e inutili – misure dal valore esclusivamente “simbolico“.
Oltre a questo, secondo Beltrame includere nelle sanzioni anche i limiti ai visti turistici finirebbe per essere una misura che si ritorce esclusivamente sull’Europa e – di conseguenza – sull’Italia: impedire l’arrivo di turisti – spiega l’ambasciatore – priverebbe l’UE degli eventuali guadagni, senza realmente intaccare le tasche del Cremlino; mentre nella popolazione russa si alimenterebbe quella narrativa putiniana secondo cui l’Europa è una realtà ostile alla Russia.
