Stato del Vaticano (Foto: Tg5)
Sono decisamente importanti le parole di monsignor Sviatoslav Shevchuk, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, che ha denunciato una forte propaganda russa all’interno della Chiesa, dello stato del Vaticano, che avrebbe in qualche modo influenzato l’operato della Santa Sede e la sua azione diplomatica, in questi 4 anni di guerra.
Shevchuk ha precisato, parlando con i microfoni di Ukrinform, che il Vaticano era convinto di non rientrare nella “guerra di disinformazione”, e aveva quindi sottovalutato il rischio di “manipolazioni a livello diplomatico”, di conseguenza si sarebbe lasciato permeare da una propaganda filo-moscovita anche attraverso i canali diplomatici ufficiali, puntando il dito ad esempio contro l’ambasciata russa presso la Santa Sede. Un esempio concreto sono i sacerdoti che vennero rapiti in quel di Berdiansk e che sparirono per circa un anno fino a che la Russia non fornì delle informazioni ufficiali sulle condizioni degli stessi sacerdoti, che però erano completamente diverse rispetto alla realtà. Shevchuk conclude definendo la propaganda russa come dei “proiettili informativi” che vengono lanciati ovunque e in ogni contesto, Chiesa compresa.
