Von der Leyen e Modi verso accordo UE-India (ANSA-EPA 2025)
Sembra avere una portata storica il recente accordo commerciale siglato dall’Unione Europa con l’India, aprendo per il Vecchio Continente – sempre più in difficoltà sul fronte atlantico a causa della politica aggressiva di Trump – un nuovo mercato che attualmente vale circa il 25% del PIL mondiale e che al centro di una fortissima e rapidissima crescita: un accordo – ha spiegato Giulio Sapelli sulle pagine de ilSussidiario.net – reso possibile anche dall’Italia che storicamente ha sempre avuto “buoni rapporti con l’India”.
La ragione per cui l’accordo in India è importante – sempre secondo Sapelli – è legata soprattutto al fatto che a Nuova Delhi è in corso una rapida “modernizzazione” che sta passando attraverso una “industrializzazione del basso” che può diventare un vero e proprio “aiuto [per le] tante industrie dell’UE”; senza dimenticare l’altrettanto importante fascicolo relativo all’industria della “difesa” che proprio in India è particolarmente forte e – soprattutto – economica.
Resta il fatto – secondo Sapelli – che se l’accordo con l’India resta un chiaro e notevole vantaggio per l’UE, apre anche al pericolo di possibili “fastidi” da parte della Cina che vede Nuova Delhi come un vero e proprio “concorrete” da temere, tenuto a bada grazie all’alleanza Brics: secondo lui, infatti, da parte di Pechino possiamo aspettarci attacchi di “intelligence [o] provocazioni”, ma anche – potenzialmente – veri e propri “attacchi terroristici”.
