Crans Montana, fermo immagine da video polizia cantonale del Vallesse sui soccorsi (Foto 2026 ANSA/ UFFICIO POLIZIA CANTONALE DEL VALLESE)
La crisi diplomatica scatenata dalla tragedia di Crans-Montana, l’incendio nel locale Le Constellation in Svizzera durante i festeggiamenti di Capodanno che ha causato decine di vittime, tra le quali anche cittadini italiani, finisce al centro dell’analisi di Carlo Curti Gialdino, vicepresidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale. La reazione italiana, a partire dal richiamo dell’ambasciatore in Svizzera per protesta contro alcuni sviluppi dell’inchiesta svizzera e la decisione di chiedere una cooperazione giudiziaria rafforzata, ha portato a una svolta in questi giorni.
Il Canton Vallese si è detto disponibile a collaborare con l’Italia, costituendo una squadra investigativa comune per accelerare l’accertamento delle responsabilità della strage. Una collaborazione rafforzata, spesso definita squadra investigativa comune (JIT) in diritto internazionale, necessaria non solo tra Italia e Svizzera, ma anche con altri Paesi coinvolti o potenzialmente interessati dalle vittime e dai riflessi della vicenda, per garantire trasparenza, completezza delle indagini e rispetto dei diritti delle famiglie colpite.
Data la natura transnazionale della tragedia, con vittime provenienti da diversi Stati e responsabilità che possono toccare più ordinamenti, per Gialdino un’indagine di stampo internazionale non solo rafforzerebbe la fiducia dei cittadini nei risultati investigativi, ma contribuirebbe anche a superare ostacoli di natura giuridica, procedurale e diplomatica che finora hanno complicato il lavoro delle autorità locali.
