Un momento dell'incontro ravvicinato con la foca della Groenlandia. Isole Svalvard. 30 agosto 2024. ANSA/Emanuele Valeri
Il governo danese è stato protagonista di un colossale scandalo negli anni ’60 – emerso però soltanto tempo dopo – ai danni della Groenlandia. Ne ha parlato ieri Italia Oggi ricordando come 60 anni fa circa, Copenaghen decise di controllare le nascite della popolazione inuit, gli indigeni che da sempre popolano l’isola Artica. Dopo aver costruito degli impianti per il pesce e dei palazzoni, modificò la loro vita, favorendo suicidi e alcolismo. Ma non contento il governo danese decise di bloccare di fatto l’espansione degli inuit, sottoponendo la popolazione femminile, anche alcune ragazzine/bambine di 12 anni, ad un intervento ginecologico per introdurre nel loro organismo una spirale, uno dei contraccettivi più noti.
Peccato che il tutto fu fatto ad insaputa delle stesse inuit, che in quegli anni iniziarono a registrare delle reazioni gravissime, come ad esempio aborti ma anche emorragie interne e molte furono costrette ad asportare le ovaie e l’utero, perdendo quindi per sempre la possibilità di avere figli. Il tasso delle nascite crollò da 7 figli per donna inuit a 2,3 ma il costo fu pesantissimo ed emerse solamente nel 2022, quando questo scandalo venne clamorosamente alla luce: fino ad allora nessuno aveva saputo niente.
