Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega (ANSA 2025, Claudio Giovannini)
C’era una grande attesa attorno al Consiglio federale odierno della Lega nel corso del quale – secondo alcune indiscrezioni che circolano già dalla serata di ieri – si sarebbero potute ufficializzare le dimissioni del generale Roberto Vannacci dal partito guidato da Matteo Salvini: un’ipotesi che era circolata già diversi mesi fa (ma, all’epoca, smentita) e che è diventata progressivamente più credibile dopo la deposizione da parte dello stesso Vannacci del logo di “Futuro Nazionale”, da molti – anche dentro la Lega – visto come il simbolo del suo partito.
Dopo ore di attesa – e un’indiscrezione lanciata in mattinata dal Corriere che sembrava dare l’abbandono per certo -, poi, alla fine ci ha pensato Vannacci a mettere a tacere le voci con un post pubblicato sul suo profilo Instagram in cui conferma le dimissioni: il generale, infatti, intende ora proseguire “per la mia strada da solo”, tenendosi lontano da “impicci, compromessi di convenienza e inciuci” al fine di perseguire l’obiettivo ultimo di creare “un paese migliore”.
Non solo, perché Vannacci ha anche annunciato formalmente che quella di Futuro Nazionale sarà la bandiera con la quale continuerà a fare politica nei prossimi anni, concludendo con la precisazione che non ci sarebbe stato “nessun litigio” con Matteo Salvini – al quale confessa anche di volere bene -, ma una semplice “presa d’atto” condivisa da entrambi che la strada del generale è differente da quella del Carroccio.
