Emmanuel Macron, Presidente della Francia (ANSA-EPA 2025)
Si può parlare di “neo-assolutismo” in relazione a quest’ultima fase politica di Emmanuel Macron, ed è proprio la definizione che propone Nicola Berti sulle colonne de IlSussidiario.net, parlando della Francia e delle iniziative statali che entrano in aspetti sensibili della vita civile ed economica. Come nel caso della decisione del Governo di inviare a ogni cittadino di 29 anni una lettera sulla conservazione dei gameti, consentita liberamente da quell’età, che rientra nella strategia presidenziale di contrasto alla crisi demografica. Allo stesso tempo, Macron ha usato norme e decreti per intervenire su altri fronti, come l’ordine di vietare ai minori di 15 anni l’uso dei social, toccando direttamente la sfera delle libertà individuali anche dei più giovani.
Secondo Berti, queste mosse riflettono un crescente accentramento dell’Eliseo, con Macron che interpreta il proprio incarico non solo come Presidente ma quasi come figura regale che vuole lasciare un segno personale, con un forte protagonismo nella vita pubblica e un uso esteso dei poteri. Infatti, è una governance in cui il capo dello Stato sembra voler intervenire anche su temi come natalità e temi sociali, finendo spesso in contrapposizione alle tradizionali libertà francesi. La svolta è accompagnata da prese di posizione finanziarie critiche nei confronti dell’ordine finanziario mondiale, pur essendo ufficialmente motivate da ragioni di stabilità economica e tutela degli interessi nazionali.
