Stellantis, il CEO Antonio Filosa (Foto: Ansa)
Il settore automotive europeo è in grande crisi e Stellantis è “il grande malato” dell’Ue. Le vendite complessive nel mercato europeo l’anno scorso sono state circa 10,8 milioni, segnando un calo del 16% rispetto al 2019, prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria, e Stellantis da sola è responsabile di circa il 44% delle mancanti vendite, pari a 1,6 milioni di vetture in meno vendute nell’arco di cinque anni.
La crisi dell’ex Fiat è associata anche alla performance delle sue azioni in Borsa, che hanno perso circa il 25% del loro valore; il gruppo ha dovuto rivedere le stime delle perdite, passando da circa 9 miliardi di euro a 22 miliardi legati soprattutto alla transizione verso l’elettrico, che non ha prodotto risultati soddisfacenti.
Per l’economista Francesco Zirpoli non è corretto attribuire la responsabilità della crisi di Stellantis solo al Green Deal europeo, c’è anche il netto calo degli investimenti da parte del gruppo, che avrebbe così perso terreno in un mercato in crescita, soprattutto per auto elettriche e ibride. Il calo delle vendite, comunque, non è uniforme tra paes: in alcuni mercati europei come Germania, Regno Unito e Spagna si registra una lieve ripresa rispetto a due anni fa, invece Italia e Francia segnano un ulteriore calo, rispettivamente del circa -2,1 % e -5 %, pur restando molto al di sotto dei livelli pre-Covid.
Emerge un settore in difficoltà sia per dinamiche di mercato che per scelte industriali, con Stellantis in particolare che fatica a competere efficacemente e che rappresenta una quota significativa delle vendite perse in Europa.
