Bibi Netanyahu, Premier Israele sul luogo distrutto dai missili Iran a Rehovot (ANSA-EPA 2025)
Dopo anni a sostenere l’esatto opposto, secondo un’indiscrezione lanciato dal quotidiano israeliano Ynet recentemente il premier Benjamin Netanyahu avrebbe ammesso di essere a conoscenza dei piani di Hamas già da almeno 5 anni prima dell’effettivo attacco del 7 ottobre del 2023: un vero e proprio scoop (ovviamente, se fosse confermato) che potrebbe cambiare radicalmente il destino politico di Netanyahu, già sottoposto a forti pressioni per non aver impedito la guerra e – soprattutto – per la conduzione di quest’ultima.
Stando a quanto riporta Ynet, l’ammissione da parte di Netanyahu sarebbe contenuta in un plico di documenti consegnati dallo stesso premier alla Corte dei conti israeliana, tra i quali ci sarebbe anche un lungo e articolato documento dello Shin Bet (ovvero gli 007 di Tel Aviv) in cui si fa riferimento a una “operazione Muro di Gerico“: nel 2018, infatti, gli 007 raccolsero chiare prove del programma di rafforzamento da parte di Hamas, ormai sufficientemente per un “attacco su vasta scala”.
Nel documento – che Netanyahu, appunto, visionò e ritenne poco rilevante – si faceva riferimento a un probabile attacco da parte di Hamas con almeno “sei battaglioni” e “3mila combattenti”, che avrebbero sfondato le linee israeliane in almeno “70 punti” della Striscia in un’offensiva coordinata diretta anche contro i civili che avrebbe coinvolto anche le forze aree e “migliaia di missili“: ciò che, effettivamente, poi accadde cinque anni più tardi.
