Confine Italia-Svizzera (Foto: Ansa)
Dal 2002 ad oggi le opportunità lavorative per i frontalieri, coloro che vivono in Italia ma lavorano in Svizzera, sono aumentate notevolmente. Tutto merito, come vi specifichiamo nel dettaglio su IlSussidiario.net, dell’apertura del territorio elevetico all’Europa a seguito di una serie di patti fra Bruxelles e Berna, a cominciare dalla libera circolazione delle persone.
Se fino a quell’anno le opportunità lavorative in Svizzera per gli italiani erano decisamente ridotte, dal 2002 in avanti il territorio elvetico è diventato una grande opportunità per i nostri connazionali. Basti pensare che 24 anni fa vi erano 32.500 frontalieri, un numero che oggi è più che raddoppiato, tenendo conto che sono stati quasi 80.000 i lavoratori italiani in Svizzera nel 2025. La possibilità di guadagni migliori, di minor burocrazia e di condizioni lavorative senza dubbio interessanti, ha attirato moltissimi nostri connazionali anche grazie alla nascita di molte nuove imprese. C’è inoltre da segnalare che la maggior parte dei frontalieri sono dei “colletti bianchi”, una netta inversione di tendenza rispetto a quanto avveniva fino al 2002 quando gli italiani che lavoravano in Svizzera erano principalmente operai.
