Summit UE ad Alden Biesen (Ansa)
In un articolo pubblicato sulle pagine de ilSussidiario.net, Claudia Schneider ha riflettuto sul summit UE in corso in quel di Alden Biesen che dovrebbe gettare le basi per restituire quell’ormai perduta “competitività” al Vecchio continente, con nuovi assetti di potere – come l’asse tra Roma e Berlino – che vogliono guidare una transizione che difficilmente riuscirà a mettere d’accordo tutti e 27 su una linea unica e comune: non è un caso che al summit UE – nota Schneider – partecipino anche i più solidi sostenitori “dell’eurocrazia” e che molti stiano già parlando di “eutanasia passiva” dell’Unione.
Al summit UE, peraltro, sembra che si sia arrivati con tutte le carte in regola per poter parlare di un vero e proprio disastro, con Italia, Germania e Belgio che hanno presentato un loro personalissimo documento, in larga parte contrario alla linea d’azione anticipata da Francia e Spagna; il tutto con posizioni profondamente diverse anche dal punto di vista industriale, con Berlino che pur pagando il prezzo maggiore del Green Deal, non sembra veramente intenzionato a ridiscuterne gli obiettivi.
Restano, sullo sfondo del summit UE le stesse vecchie “fragilità” di un’alleanza “costruita dall’alto” e che sa reagire in modo efficiente (ma neanche sempre) solamente a fronte delle “urgenze economiche”, sempre più in difficoltà nel “ritrovare le proprie radici” storiche; il tutto con un netto rifiuto a rendere possibile un accordo in Ucraina, che sarebbe – secondo Schneider – l’unica cosa di cui “nell’immediato, l’Europa – tutta – avrebbe bisogno”.
