Vladimir Putin e Donald Trump al summit di Anchorage, Alaska, USA (Ansa)
Trump spingerebbe per le elezioni in Ucraina e per un accordo di pace con la Russia allo scopo di “sbandierare” un risultato tattico positivo in vista delle elezioni di midterm negli Usa, dove il Presidente ha bisogno di aumentare i consensi e accrescere il proprio profilo politico. Ne è convinto il generale Giorgio Battisti, che in un’intervista a IlSussidiario.net analizza le pressioni al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nonostante la questione delle votazioni in tempo di guerra sia molto complicata e controversa, in primis per la presenza della legge marziale e con il conflitto ancora in corso.
Infatti, la difficoltà principale resta la gestione di un voto in un territorio in parte occupato, con milioni di cittadini sfollati e dubbi logistici e legali su seggi nelle zone contese, oltre al rischio reale per la sicurezza degli elettori. Battisti solleva poi un tema più ampio: mentre l’Unione Europea si concentra sull’integrazione di Kiev e sull’assistenza all’Ucraina, si sta “dimenticando” aspetti essenziali dei trattati comunitari che prevedono sostegno agli Stati aggrediti e rischi di coinvolgimento diretto in un conflitto prolungato. Questa strategia potrebbe portare a una sorta di “guerra dei Trent’anni” moderna, un conflitto interminabile con impatti destabilizzanti per l’Europa, se non si raggiungono negoziati e un cessate il fuoco vero tra le parti.
