Venezuela, Trump e Rubio (Foto: Ansa)
Dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco arrivano segnali importanti dal segretario di Stato Usa Marco Rubio sui rapporti con l’Ue, perché ha mostrato toni più concilianti rispetto ad alcuni interventi dell’anno scorso, ribadendo che sono destinati a restare alleati e che la Casa Bianca non intende dividere l’Europa, ma “rivitalizzare” l’alleanza transatlantica, arrivando a definire gli statunitensi “figli dell’Europa”.
Nel suo discorso, Rubio ha cercato di superare le critiche accumulate negli ultimi mesi, invitando l’Europa a essere forte e orgogliosa della propria eredità e insistendo sul fatto che gli Usa non vogliono alleati deboli, perché ciò renderebbe più deboli anche loro. Ha affermato che, sebbene vi siano disaccordi su temi come clima, migrazione o sicurezza, l’obiettivo resta la «prosperità e alleanza con gli amici europei».
Le reazioni alla conferenza sono state diverse: il vicepremier italiano Tajani e il cancelliere tedesco Merz hanno accolto positivamente il tono di Rubio e lo spirito di collaborazione, altri leader europei hanno evidenziato criticità o distanze su questioni sostanziali come l’Ucraina e l’autonomia strategica. L’Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha riaffermato che l’Europa non intende abbracciare la linea del declino o della “cultura woke” come causa dei problemi occidentali, preferendo puntare sulla necessità di rafforzare l’indipendenza europea.
