Neonato (Pixabay)
Intervenuto sulle pagine del ilSussidiario.net, il demografo ed ex presidente ISTAT Gian Carlo Blangiardo ha riflettuto – come spesso fa – sul tema della natalità alla luce di un paese come l’Italia in costante declino da decenni che solamente nell’ultimo periodo ha iniziato a interessarsi al tema delle nascite, e di un altro come la Francia che al primo calo nella natalità ha immediatamente attivato tutti gli allarmi sociali e politici: proprio sul suolo francese – ricorda Blangiardo – il saldo tra natalità e mortalità nel 2025 è stato per la prima volta negativo, con circa 4mila cittadini in meno rispetto al 2024.
Un dato – il 4mila – che per l’Italia è quasi “un sogno” dato che nel 2024 i dati sulla natalità mostravano un saldo negativo pari a 281mila cittadini in meno con appena 370mila nuovi nati: secondo il demografo, peraltro, il 2025 – sul quale il conteggio ufficiale è ancora in corso – dovrebbe segnare l’ennesimo crollo, con la sua personale stima che parla di appena “360mila nati e (..) un surplus di decessi di almeno 290mila unità“.
Proprio guardando alla Francia e alla sua (almeno, dichiarata) rapidità d’azione sul tema della natalità, secondo Blangiardo da questa parte delle Alpi è importante non ripetere lo stesso errore che fu fatto nel 1993 quando si registrò “il primo (pur modesto) saldo naturale negativo dal secondo dopoguerra”; ritenendo di per sé già positivi gli attuali “sforzi di Governo”, ma nell’auspicio che si vada avanti “senza indugi” o esitazioni di alcun tipo.
