Putin e Trump, trattato New Start (Foto: Ansa)
È stata anticipata da Bloomberg l’esistenza di un presunto memorandum di intesa proposto dalla Russia agli Stati Uniti che dovrebbe gettare le basi per ridurre le ostilità economiche che sono cresciute nel tempo in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina: un documento potenzialmente importante perché oltre a segnare un possibile cambio di rotta nello scenario geopolitico e finanziario globale, sembra anche parlare di una Russia intenzionata a prendere leggermente le distanza della Cina.
Nel documento in sette punti, infatti, la Russia propone agli USA di avviare nuove partnership economiche che dovrebbero passare attraverso settori come quello militare e aeronautico, per estendesi anche alla produzione energetica (tra le fossili come il petrolio o il GNL e le rinnovabili come il nucleare) e arrivare fino a un ritorno – con tanto di pagamento di una penale per gli anni persi – delle imprese statunitensi sul suolo russo.
La Cina in questo quadro rientra negli altri punti proposti dalla Russia, partendo da una nuova cooperazione nella produzione delle materie prime critiche, passando per una promozione internazionale sull’uso dei combustibili fossili a discapito di quelli green e arrivando – soprattutto – a un ritorno russo nel “sistema di regolamento [finanziario] in dollari”: punti (questi tre) del tutto opposti alla strategia con la quale Pechino sta cercando di affermarsi come player di riferimento mondiale.
