Trump (Ansa)
L’introduzione di nuovi dazi Usa al 15%, dopo la sentenza della Corte Suprema che ha bocciato i primi lanciati da Trump, per John Merritt, scrittore e consulente tecnologico indipendente, può creare un limbo commerciale ancora più dannoso rispetto a quanto accaduto con la prima “ondata” tariffaria. Secondo l’analisi pubblicata su IlSussidiario.net, la Casa Bianca ha dovuto ripensare la sua strategia, aprendo però una fase più problematica, perché rischia di causare incertezza normativa e commerciale in tutto il mondo.
Se l’impatto sulle imprese europee e asiatiche era tutto sommato prevedibile nella prima fase, perché aziende e governi avevano quantomeno tempo per adeguarsi, orientare le filiere e negoziare accordi bilaterali, ora invece molte imprese si trovano in un‘incertezza normativa, e gli investitori e operatori commerciali faticano a elaborare piani di medio-lungo periodo.
Tutto ciò può avere effetti recessivi in tutto il mondo, ma Merritt mette in guardia anche sulle ripercussioni in ambiti come meccanica, moda, componentistica e agroalimentare, in quanto potrebbero aggravarsi le difficoltà di accesso al mercato Usa. La nuova mossa di Trump rischia anche di innescare ritorsioni di altri partner commerciali, che potrebbero adottare contromisure tariffarie o normative, quindi il rischio all’orizzonte è quello di un’escalation protezionistica. E se prima le reazioni erano state mitigate con accordi multilaterali, ora prevale un’incertezza sistemica e l’instabilità delle regole commerciali.
