Bimbo morto a Napoli (Foto: Dentro la notizia)
Con le indagini sulla morte del piccolo bimbo di Napoli morto dopo un trapianto di cuore, stanno emergendo sempre più dettagli preoccupanti, e che fanno chiaramente capire come vi siano state delle gravi responsabilità da parte dei medici, anche se bisognerà capire di preciso i nomi. Come vi abbiamo segnalato ieri su IlSussidiario.net le criticità sono emerse già in sede di espianto, quando il cuore è stato tolto dal team del Monaldi dal corpo del bimbo di 4 anni che nel frattempo era deceduto. Sul bimbo stavano lavorando anche i medici di Innsbruck, che avevano bisogno di altri organi e pare che già in quella fase la stessa equipe austriaca sia stata costretta ad intervenire vedendo che gli italiani non procedevano nel migliore dei modi.
Superate delle enormi problematiche che sono agli atti e sono riportate anche nel rapporto presentato dall’ospedale di Bolzano al ministero della salute, ci sarebbe stato poi il gravissimo errore del cuore congelato durante il trasporto. Una volta giunto al Monaldi tre infermieri hanno riferito di aver provato a scongelare il piccolo organo passando sotto l’acqua, prima fredda, poi tiepida e poi calda, fino a che appunto il cuore non è stato lavato da tutto il ghiaccio. Nel frattempo al professor Oppido, capo dell’equipe del Monaldi, non restava altra soluzione che tentare di operare lo stesso il piccolo Domenico, impiantando il cuore bruciato che però non è ripartito: era il 23 dicembre 2025 ed è stato l’inizio della fine per il bimbo.
