Guerra in Ucraina (Foto: Tg5)
Per l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, Usa e Russia non desiderano davvero arrivare a una pace in Ucraina, ma mantenere invece il conflitto congelato o protrarre la guerra. Infatti, ritiene che le superpotenze traggano vantaggio dal prolungamento delle ostilità piuttosto che da una soluzione rapida, per cui ora logica del conflitto sembra orientata più a un equilibrio di deterrenza che a un accordo negoziato, con il fronte che rischia di stabilizzarsi su posizioni fisse senza invece avanzare verso la pace.
Ma l’Ucraina si trova in una situazione drammatica, con un fronte dove milioni di vite sono segnate da distruzione, divisioni e instabilità continua, per cui l’arcivescovo invita a riflettere sulla necessità di congelare il fronte per evitare ulteriori perdite, auspicando un cessate il fuoco per fermare l’escalation.
Il suo non è un appello ad accettare lo status quo, ma un allarme sul rischio che guerra si trasformi in un conflitto di lunga durata, che danneggerebbe la popolazione ucraina e le prospettive di stabilità anche nell’Europa orientale. Nel giudizio di Shevchuk, il prolungarsi del conflitto non solo produce un sacrificio umano enorme, ma rende la situazione ucraina un elemento di equilibrio geopolitico per mantenere le rispettive zone d’influenza e interessi strategici.
