Smartphone (Foto: Pixabay)
Se ne parla da tempo – soprattutto dal momento in cui l’Australia è diventata il primo Paese a introdurre una legge in questa direzione – in diverse aree del mondo e, alla fine, anche l’Italia ha iniziato a ragionare sulla possibilità di limitare l’accesso ai social network per giovani e (soprattutto) giovanissimi, introducendo stringenti controlli dell’età in fase di iscrizione e imponendo – potenzialmente – anche dei controlli secondari.
La proposta di legge è stata depositata proprio in queste ore dal presidente del Veneto Alberto Stefani e – si legge – l’obiettivo è quello di limitare i dilaganti fenomeni di dipendenza dai social e dello “scrolling”, oltre a prevenire tutta una serie di cyber-reati che coinvolgono delle giovani vittime: l’idea sarebbe quella di fissare l’età minima per l’iscrizione a 14 anni, ma non è ancora chiaro l’effettivo meccanismo di controllo che verrà utilizzato.
O meglio, una possibile strada è indicata dal secondo pilastro della norma che Stefani vorrebbe far approvare: oltre ai social vietati agli under 14, il testo mirerebbe anche a impedire l’uso di profili falsi, anonimi o coperti da pseudonimi – spesso utilizzati dai malintenzionati – e per farlo si potrebbe imporre alle piattaforme di adottare un secondo livello di verifica con l’uso obbligatorio di un’identificazione certificata, tramite CIE o SPID.
