Cipro (web)
Nonostante in giornata si sia aperta una piccola finestrella di speranza nella crisi in Iran e – soprattutto – nello stretto di Hormuz, arriva proprio in queste ore un vero e proprio allarme sul turismo estivo da parte dell’isola di Cipro, già bersaglio di alcuni droni iraniani che furono lanciati contro la base inglese che si trova sull’isolotto e da domani teatro del vertice informale dell’Unione Europea che servirà – tra le altre cose – a trovare una possibile soluzione politica alla crisi energetica.
Secondo dei dati pubblicati dal ministero del Turismo di Cipro, infatti, nel solo mese di marzo (primo del conflitto iraniano e della crisi petrolifera ed energetica che sta colpendo l’Europa) l’isola ha visto gli arrivi da parte dei turisti ridotti di oltre il 30 per cento che, in termini numerici, sono pari a qualcosa come 60mila visitatori in meno: un calo decisamente significativo perché l’isola ricava circa il 20% del suo PIL dal solo comparto turistico.
Ovviamente, l’allarme di Cipro guarda avanti nel tempo soprattutto al periodo estivo che potrebbe essere l’origine di una crisi turistica i cui effetti si faranno sentire principalmente (proprio per via dei mancati introiti per le tasche statali) durante la prossima stagione fredda; ma è anche un monito lanciato ai decisori politici di Bruxelles affinché inizino a pensare a potenziali tutele per il comparto, a beneficio di quei paesi (come anche l’Italia) in cui il turismo è economicamente fondamentale.
