Ucraina. Militari russi per le strade di Pokrovsk, 2 dicembre 2025 (Ansa)
Denunciato inizialmente dall’Ucraina e poi confermato anche dalla Russia, nella notte l’esercito di Mosca ha condotto un pesantissimo bombardamento contro alcune località ucraine – tra le quali la città Bila Tserkva, poco distante da Kiev – nel quale è stato impiegato anche il missile ipersonico nucleare noto come Oreshnik, già protagonista di altri due attacchi simili negli ultimi anni e tra le più sofisticate armi a disposizione della Russia.
Secondo le informazioni che arrivano dall’Ucraina, l’attacco si sarebbe composto di oltre 50 missili di vario tipo e più di 700 droni, causando il ferimento di almeno 44 persone e la morte di quattro, senza contare – ovviamente – gli ingenti danni causati alle infrastrutture civili, veri e propri (per non dire unici) bersagli del pesantissimo raid di Mosca: tra i danni più importanti, in particolare, si parla di un’infrastruttura idrica, particolarmente importante per le forniture cittadine di acqua potabile.
Al di là dei danni, però, a preoccupare le autorità dell’Ucraine è soprattutto il citato uso del missile Oreshnik: stando a quello che sappiamo, infatti, si tratta di un arma in grado di colpire fino al 5mila chilometri di distanza dal punto di partenza con una velocità di 10 volte superiore a quella del suono, capace di sfuggire a qualsiasi sistema antimissilistico e – soprattutto – di trasportare anche ordini nucleari.
