Adriano Cappellari e don Maurizio Patriciello (Foto: Facebook - Padre Maurizio Patriciello)
Si è trattata – secondo le primissime risultanze dell’indagine avviata dagli inquirenti – di una vera e propria intimidazione mafiosa quella rivolta contro il cronista vicentino Adriano Cappellari, vittima del lancio di alcune molotov e bombole di gas contro la sua abitazione nella tarda serata di ieri (sabato 30 maggio) da parte di un individuo attualmente ignoto, impresso dalle telecamere di sorveglianza installate dallo stesso giornalista.
Non è la prima volta, d’altronde, che Adriano Cappellari subisce intimidazioni di questo tipo perché già dallo scorso febbraio alla sua abitazione erano state recapitate una serie di lettere nelle quali lo si invitava (per così dire) “caldamente” a interrompere le sue attività giornalistiche; mentre – fortunatamente – nonostante il cronista si trovasse all’interno dell’abitazione nel momento dell’attacco con le molotov, nessuno è rimasto ferito.
La ragione dell’intimidazione contro Adriano Cappellari sembra essere piuttosto semplice da ricostruire: il cronista, infatti, da tempo si era fatto voce della battaglia anti-Camorra raccontando – al fianco del noto parroco Maurizio Patriciello, che in queste ore ha manifestato la sua vicinanza al vicentino – la realtà di Caivano; mentre sull’autore del gesto sono state, ovviamente, avviate tutte le indagini del caso.
