“Triton”, nave da guerra Danimarca in Groenlandia (ANSA-EPA 2026)
L’Europa è diventata il principale importatore di armi al mondo: lo evidenzia il nuovo report del Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), secondo cui nel il Vecchio Continente ha registrato una crescita senza precedenti delle importazioni di armamenti. La quota europea sul totale globale è salita al 33%, invece nel quinquennio precedente era appena al 12%.
La spinta principale arriva dal contesto geopolitico degli ultimi anni, in particolare dal conflitto ucraino, perché l’invasione russa ha portato molti Paesi europei ad accelerare il rafforzamento della difesa e a incrementare le forniture belliche destinate a Kiev. Gli Stati Uniti si confermano il primo esportatore mondiale di armi, con una quota pari al 42% del mercato globale: una parte consistente delle vendite americane è diretta proprio ai Paesi europei, che acquistano quasi la metà delle loro forniture militari. Invece, la Russia registra un calo significativo delle esportazioni di armi.
Per quanto riguarda l’Italia, non è tra i principali importatori, ha invece registrato un forte aumento delle esportazioni, cresciute del 157%, sia per la crescente domanda internazionale sia per il ruolo dell’industria italiana della difesa nei nuovi equilibri strategici mondiali. Il quadro delineato dal Sipri conferma che il mercato degli armamenti è in trasformazione e condizionato dalle tensioni geopolitiche e dal riarmo europeo.
