Attentato ad Austin (Twitter/X)
Si è verificato nella tarda serata di ieri un nuovo attentato, questa volta nella città texana di Austin, nei pressi di una birreria che è diventata teatro di una vera e propria sparatoria compiuta da un uomo 53enne senegalese, apparentemente simpatizzante del regime iraniano degli ayatollah: un fatto sul quale – ovviamente – sono ancora in corso le indagini da parte delle autorità texane e dell’FBI, ma con l’ipotesi dell’attentato di potenziale matrice islamista che sembra essere quella maggiormente battuta.
Stando alle primissime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato inizialmente avvistato nei pressi del campus universitario di Austin attorno alle 2 del mattino, armato con un fucile e una pistola: dopo qualche minuto, l’uomo ha raggiunto la birreria Bufords e lì avrebbe aperto il fuoco contro gli avventori, prima di essere neutralizzato dalle autorità immediatamente giunte sul luogo; tutto con un bilancio di 3 morti (incluso l’attentatore) e 14 feriti, dei quali 3 in condizioni gravi.
Dalle indagini immediatamente avviate sull’attentato sono presto emersi alcuni collegamenti tra l’uomo e il mondo islamico radicale: in particolare, gli inquirenti avrebbero trovato nella sua auto una felpa con scritto “Proprietà di Allah” e un Corano; mentre al momento della sparatoria indossava una maglietta con la bandiera dell’Iran e qualche ora prima aveva espresso le sue posizioni solidali per il regime degli ayatollah su alcuni siti.
