Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia (Foto: Ansa)
Il dibattito sull’autonomia regionale torna al centro della scena politica, ma per il presidente della Lombardia Attilio Fontana non è un progetto sufficiente per rilanciare il Paese: nell’intervista al Corriere, il governatore leghista si spinge avanti, con una proposta più radicale. Bisogna trasformare l’Italia in uno Stato federale, superando l’attuale assetto istituzionale. Secondo Fontana, l’autonomia differenziata è solo un primo passo, utile ma non decisivo: il vero nodo è cambiare la struttura dello Stato per valorizzare le diverse realtà territoriali e permettere alle aree più produttive di competere a livello europeo.
Il riferimento è soprattutto al Nord, che – nella visione del governatore – è il motore economico del Paese e deve essere messo nelle condizioni di competere con le regioni più avanzate dell’Unione europea. Ignorare questa “questione settentrionale”, per Fontana, rischia di condannare l’Italia a uno stato di stagnazione permanente. La proposta si inserisce anche nel contesto europeo: impegnato in una missione a Bruxelles sui fondi Ue, Fontana sottolinea come a livello comunitario si ragioni sempre più in termini di territori e regioni, piuttosto che di Stati nazionali.
Per questo ritiene che sarebbe un errore depotenziare il ruolo delle Regioni, che devono invece essere protagoniste nella gestione delle risorse e delle politiche di sviluppo. Il federalismo, nella visione del governo lombardo, non comporterebbe una frattura con il resto del Paese, ma sarebbe uno strumento per migliorare l’efficienza e incentivare tutte le aree a crescere. Il suo messaggio politico è chiaro: senza una riforma strutturale dello Stato, l’autonomia rischia di restare incompiuta e l’Italia di perdere competitività in Europa.
