Lagarde, BCE (Foto: Ansa)
La BCE, la Banca centrale europea, e la Fed, la Federal Reserve, hanno deciso di non tagliare i tassi di interesse lasciandoli invariati. Nonostante fra gli addetti ai lavori, fino a pochi giorni fa, si aspettava anche una pur piccola riduzione, alla fine i due colossi delle banche, europeo e americano, hanno deciso di non modificare nulla: né aumentare i tassi né tanto meno diminuirli. La decisione della BCE ve l’avevamo riportata proprio nella giornata di ieri attraverso le pagine de IlSussidiario.net, una scelta che dagli esperti viene ritenuta giusta e particolarmente saggia, nonostante – come detto sopra – previsioni più ottimistiche.
La guerra in Iran ha cambiato nel giro di breve tempo lo scenario economico mondiale, soprattutto la chiusura dello stretto di Hormuz, che ha mandato in crisi le società petrolifere e a cascata l’intero sistema globale. Il risultato è stato un forte rincaro dei bene energetici, una problematica non da poco di cui la BCE ha dovuto tenere conto. Lo scenario resta quindi incerto a causa del conflitto in Medio Oriente e seppur le economice americane ed europee siano solide, non si è potuto fare altro che restare immobili.
Il rischio di una riduzione dei tassi avrebbe dato l’idea di una recessione più grave di quanto effettivamente sia, di contro, aumentarli avrebbe provocato allarmi ingiustificati, causando anche un aumento dei prezzi. Aspettative raffreddate quindi dopo la duplice mossa in simbiosi di BCE e FED, ma soprattutto quelle negative: vedremo cosa succederà nelle prossime settimane e come reagirà la politica monetaria globale.
