Salah al Din Road, Striscia di Gaza, febbraio 2024 (Ansa)
La premier Giorgia Meloni ha annunciato che l’Italia parteciperà al Board of Peace per Gaza come Paese osservatore, soluzione che ritiene “buona rispetto all’adesione piena”. L’invito a far parte di questo organismo, promosso dal presidente Usa di Donald Trump, per lo status di osservatore evita problemi di compatibilità costituzionale che sorgerebbero con un’adesione formale.
Nel suo intervento da Addis Abeba, durante un incontro dell’Unione Africana, la premier ha ricordato che l’Italia ha già svolto un ruolo attivo nella stabilizzazione del Medio Oriente e che, per questo motivo, una presenza italiana ed europea nella piattaforma internazionale su Gaza è importante. Non è chiaro se lei stessa o un membro del governo come il ministro degli Esteri Antonio Tajani prenderà parte alla riunione di Washington.
La decisione arriva in un contesto di forti riserve europee sul Board of Peace: Germania, Francia e altri governi hanno espresso scetticismo sulla governance dell’organismo, sulla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite e sul fatto che sia percepito come non pienamente multilaterale. Ma Meloni ha dichiarato che partecipare come osservatore permetterebbe all’Italia di prendere parte alle discussioni su Gaza senza vincoli formali, differenziandosi dalla posizione di molti partner europei e rafforzando il ruolo diplomatico italiano nella regione.
Allo stesso tempo le forze di opposizione italiane hanno attaccato la scelta, accusando il governo di subalternità politica agli Usa e di allontanarsi dalla tradizionale linea europea, ma la leader di FdI e del governo difende la decisione come un modo pragmatico di rimanere coinvolti nelle iniziative internazionali pur rispettando le limitazioni costituzionali italiane.
