Guerra in Iran (Ansa)
È iniziata da poco più di 24 ore la guerra in Iran, ma i primi effetti economici iniziano già a farsi sentire anche nel Vecchio continente con i principali listini energetici europei che hanno immediatamente reagito alle tensioni facendo lievitare i prezzi di petrolio e gas: effetti che – secondo gli esperti – sono solamente parzialmente simili a quelli che dovremo effettivamente sopportare, con i prossimi giorni che vedranno le materie prime energetiche lievitare rapidamente man mano che la guerra in Iran proseguirà .
Nella giornata di oggi, infatti, i listini WTI e Brent del petrolio hanno subito variazioni tra l’8 e il 9 per cento, arrivando a toccare la cifra di 80 dollari al barile, mentre il gas ad Amsterdam ha subito un rincaro del 25% fino alla cifra di 39,85 euro al megawattora: entrambe le variazioni sembrano essere collegate soprattutto alla paura dei mercati per la guerra in Iran, con il blocco momentaneo dello stretto di Hormuz che pesto potrebbe ridurre le forniture mondiali di petrolio, gas e GNL di circa il 20 per cento.
Per quanto riguarda l’Europa, fortunatamente, l’esposizione alle forniture che arrivano dallo stretto di Hormuz è ampiamente limitata, ma i rischi economici principali per la guerra in Iran sono legati soprattutto alla potenziale fine delle scorte dei paesi asiatici – che dipendono in misura nettamente maggiore dallo stretto mediorientale – innescando una potenziale corsa agli approvvigionamenti che farà lievitare tutti i costi energetici, inclusi quelli di benzina e diesel.
