Ospedale (Foto: Pixabay)
È un vero e proprio allarme quello che arriva da Napoli e dall’intera Campania, con l’Epatite A che sembra correre rapidissima tra cittadini partenopei per ragioni che non sono ancora state interamente chiarite, con gli ospedali – soprattutto il Cotugno – che faticano a gestire l’enorme mole di ricoveri che si sono verificati nella ultime settimane: una crisi che sembra essere legata soprattutto al consumo di molluschi crudi, ma con una dimensione che non si era mai verificata prima d’ora.
Secondo gli ultimissimi dati disponibili, infatti, i casi accertati di Epatite A in Campania dall’inizio del 2026 a questa parte sarebbero già 133, con ben 50 registrati solamente nelle ultime due settimane e – nel medesimo periodo di tempo – 40 ricoveri in ospedale: la quasi totalità dei pazienti si presenta con un quadro clinico parainfluenzale, in alcuni casi con la cute gialla e con feci e urine di colore molto chiaro.
Come dicevamo prima, i principali sospettati per il boom di contagi di Epatite A sono i molluschi consumati crudi o solo parzialmente cotti: ostriche e cozze, infatti, hanno la naturale capacità di filtrare l’acqua marina, ma in presenza di particelle virali non riescono a degradarle e finiscono nel piatto; con gli esperti che consigliano soprattutto di evitare il consumo a crudo e di lavare molto bene frutta, verdura e mani, specialmente in corrispondenza dei pasti.
