Camera dei Deputati al completo per la cerimonia del Giorno del Ricordo (ANSA 2026, Angelo Carconi)
La Camera dei Deputati è pronta a votare un nuovo regolamento interno che introduce una stretta sui cambi di partito dei parlamentari e modifica le procedure sul voto di fiducia, per rendere più efficiente la macchina politica. La riforma, discussa in Commissione, prevede che i deputati che cambiano “casacca” durante la legislatura restino liberi di farlo, ma sono previsti disincentivi, anche economici.
Il parlamentare che cambia partito non potrà più trasferire interamente i contributi destinati al suo gruppo: solo il 50% passerà nel nuovo gruppo, l’altra metà resterà al partito originario. Se il deputato ricopre una carica nell’Ufficio di Presidenza, perde l’incarico se non c’è una “scissione” di 7 o più colleghi insieme.
La riforma, frutto di un accordo bipartisan, modifica anche le soglie per costituire gruppi nel Misto, mantenendo la regola dei 10 deputati minimi, ma permettendo in alcuni casi particolari la costituzione di componenti con 3 parlamentari, riducendo la proliferazione di micro-gruppi.
Il regolamento, che entrerà in vigore nella prossima legislatura, prevede anche una semplificazione del voto di fiducia, eliminando l’obbligo dell’attesa di 24 ore tra la richiesta e la votazione in Aula, e introducendo un contingentamento dei tempi di esame dei decreti legge senza fiducia, per accelerare l’iter legislativo e ridurre l’uso eccessivo di voti di fiducia su provvedimenti governativi.
