Il cancelliere Merz in Germania (Ansa)
A due anni dalla legalizzazione della cannabis, in Germania si apre un acceso dibattito sui risultati della riforma, tra critiche e preoccupazioni: un report preliminare e le prese di posizione di governo e medici stanno mettendo in discussione l’efficacia della legge.
Tra le voci più critiche c’è quella del presidente dell’Ordine dei medici tedesco Klaus Reinhardt, che ha definito la legalizzazione un vero e proprio “fallimento”, soprattutto per i possibili effetti sulla salute pubblica. Anche sul piano politico emergono valutazioni molto dure: la ministra della Salute Nina Warken ha parlato apertamente di errore, invece il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha definito la riforma un “completo fallimento”, focalizzandosi sui problemi di sicurezza.
Uno dei punti più controversi riguarda l’impatto sul mercato illegale: se da un lato alcuni dati suggeriscono una parziale crescita dei canali legali, dall’altro restano forti dubbi sulla reale riduzione della criminalità organizzata. Secondo diverse analisi, il mercato nero non è scomparso e, in alcuni casi, risulta persino più difficile da contrastare. In merito all’aspetto sanitario, cresce la preoccupazione per l’aumento delle prescrizioni di cannabis terapeutica ad alto contenuto di THC, spesso ritenute eccessive dai medici, un fenomeno che, unito alla diffusione di canali di accesso poco controllati, alimenta il timore di un uso improprio della sostanza.
La legalizzazione, che era stata pensata per ridurre il traffico illegale e tutelare i consumatori, ha prodotto effetti contrastanti, con benefici ancora difficili da misurare e criticità evidenti. Ora in Germania c’è chi chiede correzioni e chi propone una revisione più radicale.
