Il presidente USA Donald Trump (Ansa)
In un’intervista rilasciata a ilSussidiario.net, Marcello Foa ha riflettuto sull’attuale crisi che sta interessando la Groenlandia e che si è presto trasformata in un vero e proprio scontro tra gli USA di Donald Trump e l’Unione Europea: una situazione potenzialmente esplosiva e che rischia di ripercuotersi soprattutto sul Vecchio continente che, pur volendo fare la voce grossa, non ha nessuna vera carta in mano per poter tenere testa a Trump; almeno, non senza innescare una crisi economica e politica interna.
Certo è, secondo Foa, che il reale obiettivo di Trump – al di là della Groenlandia in sé – è quello di creare una “UE molto diversa”, rompendo “l’ordine costituito fino a oggi”: se prima, infatti, gli USA avevano tacitamente accettato di essere i leader mondiali “danneggiando l’economia e lo stile di vita degli americani”, oggi il tycoon vuole restare “leader, ma (..) mettendo la sua crescita e il controllo delle risorse energetiche (..) al primo posto”; con tutto ciò che ne consegue per l’UE che nel frattempo si è “appiattita” sugli interessi altrui, a discapito “dei propri”.
In altre parole, insomma, per tenere testa a Trump l’UE – ora come ora – avrebbe bisogno di “avere la forza per farlo”, accettando altrimenti “una situazione molto difficile“: allo stato attuale, senza una vera leadership che sappia guidare l’Europa verso un futuro sovrano, l’alternativa migliore sarebbe semplicemente quella di cercare “una mediazione”; mentre guardando all’Italia, secondo Foa, Meloni non potrà mantenere a lungo l’attuale strategia per cui “vuole evitare di apparire nemica di Trump” e al contempo “non vuole essere considerata sua amica dagli altri europei” e – prima o poi – “dovrà schierarsi”.
