Un aereo di Ita Airways (Ansa)
Ne aveva parlato solamente un paio di giorni fa il Commissario UE dell’energia Dan Jorgensen e sembra che la crisi del carburante stia già iniziando a produrre i suoi primi effetti sulla circolazione aerea, con le prime limitazioni ai voli non strettamente necessari che sono già state imposte su alcuni aeroporti italiani; mentre anche le compagnie Lufthansa e Ryanair hanno lanciato l’allarme, pur subordinandolo alla durata effettiva del conflitto.
A imporre le prime limitazioni ai voli a causa della scarsità del carburante è stata la compagnia aerea Air Bp Italia, con un comunicato nel quale ha precisato che dagli scali italiani di Milano Linate, Bologna, Venezia Marco Polo e Treviso, fino al prossimo 9 aprile, si potrebbero verificare alcuni tagli ai voli a breve percorrenza; al fine – soprattutto – di garantire la piena operatività dei voli medici, di quelli di Stato e degli intercontinentali o esteri con durata superiore alle quattro ore.
Dal canto suo, invece, Ryanair ha fatto sapere di avere ancora scorte di carburante sufficienti fino almeno alla metà di maggio e – potenzialmente – anche fino alla fine del mese, pur mettendo le mani avanti sul rischio che i rincari energetici potrebbero essere trasferiti sui clienti finali; mentre Lufthansa sostiene di avere scorte sufficienti per coprire almeno l’80% dei voli dell’intero 2026, pur precisando che qualche lieve difficoltà inizia a farsi sentire in alcuni scali asiatici.
