Proteste contro il regime di Khamenei in Iran (ANSA-EPA 2026)
In Iran la situazione sembra essere destinata tragicamente a tracollare in quella che per Trump sarebbe una sorta di “fase due” di quanto già fatto in Venezuela, salvo per la già avanzata minaccia da parte degli ayatollah di rispondere alla minaccia statunitense: una situazione, insomma, a dir poco esplosiva e che potrebbe trascinare l’intero Medio Oriente in quella guerra regionale ventilata fin dallo scoppio delle tensioni a Gaza, il tutto nel più totale timore da parte di Israele di diventare il primo obiettivo dell’Iran.
A far pensare che in Iran possa ripetersi lo scenario del Venezuela, infatti, ci sono quegli ampi movimenti militari dichiarati da Trump che, proprio in queste ore, sarebbe impegnato a portare nell’area mediorientale un gran numero di truppe, un centinaio di aerei da combattimento e un gran numero di mezzi militari marini; il tutto intimando al regime di Teheran di interrompere la repressione dei civili e di guardarsi bene dal riprendere il suo programma nucleare.
Dal conto loro, i vertici dell’Iran hanno avvertito Trump che qualsiasi attacco – appunto, sul modello del Venezuela – verrebbe preso come una “guerra a tutto campo contro di noi“: è qui che si inseriscono i timori di Israele con i vertici della Difesa che – secondo Haaretz – avrebbero lanciato l’allarme sulla possibile “miscalculation” da parte dell’Iran, che – temendo che “un attacco USA sia già stato concordato” con Tel Aviv – potrebbero decidere “di colpire preventivamente“.
